giovedì 11 novembre 2010

 
credo
di dover disinteressarmi 
dei cataloghi 
della pioggia carceriera
del sarcasmo mattutino
quello di alito che puzza
del punteggio e del quadrato
e di queste fottute mosche
odiose messaggere di un'
estate diabolica
infernale come l'umido.
credo,
ma poi tanto credere non fa per me
 

domenica 7 novembre 2010

MyCloset

  

My Closet si può definire un concept-speciality store dove il cliente puo’ trovare da capi di alta moda a rivisitazioni di stlisti locali ed internazionali, a oggetti e accessori di ricerca. Il tutto contornato da un Rinaldini Corner ufficiale. Rinaldini? wdf? Si, alta pasticceria abbinata alla moda, all’intrattenimento: Rinaldini, nostro campione del mondo pasticceria, si lega a Mycloset con un reparto relax da lui curato giornalmente con dolci, sanwiches, e altro che ogni giorno verranno venduti all’interno di Mycloset. nella stessa zona chiamata Chillin’ area, si trova anche una parete di Happy Pills ‘’Pillole felici’’, cioe’ caramelle gommose vendute come medicinali antidepressivi e stimolatori… per una dieta giornaliera all’insegna della felicità.

Mycloset  è una dimostrazione che nonostante il parlare di questa crisi che sembra chiudere le porte alla gioventù  alle nuove idee, al degrado dell’economia del Paese, ci sono molti ragazzi e persone, che non sono stanche di tutto ciò che sta accadendo ma al contrario sono entusiaste di poter fare ed aiutare in piccolo Rimini ma in futuro anche il nostro Paese. Dico Paese perché Mycloset sta già cercando altre location per altri punti vendita in Italia ed Mondo , tutto ciò non è frutto della solita multinazionale che ha milioni euro da spendere, ma di due ragazzi con un low budget ma belle idee, che non sono solo rimaste idee, ma sono state comunicate alle persone giuste nel settore per metterle in pratica.

‘’La gente la fuori (sul mercato del business) aspetta gente come noi che vada a proporre con sorriso e motivazione, ovviamente anche tanta professionalità. Tutti voi che vi siete laureati o avete esperienza in un ambito, presentatevi con un progetto e le idee chiare, sono sicuro che al 7° No tentativo, riceverete un SI o capirete perché sono dei No.’’
‘’Un consiglio’’ la conoscenza, la ricerca, e la voglia di vedere le cose ed il mondo a 360 gradi aiutano, ad esempio nella moda conosco tutti i marchi che sono nelle  boutique più alte e tutti i trend e quando dico conosco mi riferisco sapere chi è lo stilista quante persone lavorano, lo stile, le idee e il fatturato per capire se è il treno giusto su cui salire oppure è già troppo tardi perché sono in decadenza’’.

DON'T FREAK OUT



mercoledì 3 novembre 2010

Jappo psychedelic rock


Non basta ingoiare una barca di sushi in tempi record o sapere come si chiama il papà di Super Mario: per poter chiedere asilo politico in Giappone dovete anche essere preparati su quello che passa per le orecchie dei nipponici. Ci pensa il Magnolia a farvi il corso di aggiornamento, con il meglio della new wave giapponese.

domenica 24 ottobre 2010

HAWLEYWOOD´S BARBERSHOP



freak on a leash

90'S VINTAGE MOSCHINO ELECTRO HIGH WAISTED JEANS

mercoledì 20 ottobre 2010


 FEDERICO FELLINI a episodi

Uno dei fenomeni produttivi che contraddistingue il cinema italiano degli anni Sessanta è il film a episodi: i grandi maestri del dopoguerra, i padri fondatori e i rappresentanti della seconda generazione del neorealismo, insieme agli autori della nascente commedia e ai giovani cineasti esordienti, si trovano spesso coinvolti in progetti cinematografici collettivi e a più mani/occhi. Il fenomeno dei “film a puntate” tocca anche Federico Fellini che proprio in quegli anni, con un primo approccio nel decennio precedente, gira due episodi in altrettanti progetti.

Inizia nel 1953 con (1) Agenzia matrimoniale, quarto cortometraggio del zavattiniano L’amore in città, in compagnia di Carlo Lizzani (Amore che si paga), Michelangelo Antonioni (Tentato suicidio), Dino Risi (Paradiso per tre ore), Francesco Maselli/Cesare Zavattini (Storia di Caterina) e Alberto Lattuada (Gli italiani si voltano). Sarà poi la volta di (2) Le tentazioni del dottor Antonio, secondo episodio di Boccaccio ‘70 (1962), insieme a Renzo e Luciana (Mario Monicelli), Il lavoro (Luchino Visconti) e La riffa (Vittorio de Sica), e di (3) Toby Dammit, terzo mediometraggio di Tre passi nel delirio (1968), con Metzengerstein di Roger Vadim e William Wilson di Louis Malle.


Agenzia matrimoniale, 1953, 16' A un giovane giornalista viene affidata un’inchiesta sulle agenzie matrimoniali. Scettico, si finge cliente di una di queste, alla ricerca di una moglie per un suo ricco amico
 
Le tentazioni del dottor Antonio, 1962, 60' 
Antonio Mazzuolo (Peppino De Filippo) è un moralista intransigente e si dà un gran da fare per far togliere un grosso cartellone pubblicitario, posto proprio dinnanzi alle finestre di casa sua, sul quale campeggia l’immagine gigante di Anita Ekberg sdraiata su un divano e vestita con un provocante abito, che reclamizza le qualità nutrizionali del latte. Ossessionatone, Antonio vive negli incubi, attratto sessualmente dalla stessa immagine che vorrebbe censurare.
 
Toby Dammit, 1968, 37'
Tratto dal racconto (Non scommettere la testa col diavolo) - nel classico stile surreale tipico di Fellini, un attore alcolizzato accetta di girare un western all’italiana perché gli viene offerta una Maserati, ma ossessionato da un inconscio richiamo finirà per trovare la morte dopo una folle corsa.

Il genio creativo felliniano, che difficilmente si mette a servizio di progetti narrativi rigidi e pre-confezionati, rende piuttosto autonomi dal progetto collettivo ciascuno dei tre episodi girati. Sembra che per Fellini non conti molto l’adesione a un’idea comune da condividere, quanto l’espressione creativa di ossessioni e di visioni del tutto personali. Se per esempio lo scopo de L’amore in città era quello di far cimentare diversi registi col film-inchiesta (l’idea originale è di Cesare Zavattini: girare sei piccole rubriche su diversi aspetti dell’amore e del sesso nella metropoli), ritenuta l’unica forma capace di mostrare la necessaria e stretta dipendenza tra il cinema e il reale, Fellini non avrà alcun timore nel sottolineare la distanza che intercorre tra questa idea di fondo e il cinema che ha in mente (fu infatti l’unico episodio del film a non ricevere troppi apprezzamenti da parte dello stesso Zavattini). Ed ecco che allora anche Toby Dammit, che doveva semplicemente mettere in scena un racconto di Edgar Allan Poe (nello specifico Non scommettere la testa col diavolo), sarà un modo per far rivivere il grande rimpianto di un film che non riuscì mai a realizzare: Il viaggio di Mastorna (col quale esistono non poche convergenze). Più vicino ai dettami del progetto comune è invece Le tentazioni del dottor Antonio: Boccaccio '70 infatti, doveva prendere spunto dalle novelle boccaccesche per raccontare la trasformazione dei costumi dell’Italia del boom economico. Fellini sceglie ancora una volta il suo mondo ironico e onirico, popolato dai suoi tipici personaggi ‘macchiettistici’ (un grande Peppino de Filippo – del quale decorrono quest’anno trent’anni dalla morte – e Anita Ekberg).


Martedì 26 ottobre

Presso 
Auditorium Piazza della Libertà - Bergamo
Ore 20.30 Rassegna FEDERICO FELLINI a episodi

- Toby Dammit, Italia, 1968, 37'
- Le tentazioni del dottor Antonio, Italia, 1962, 60'
- Agenzia matrimoniale, Italia, Francia, 16'

in collborazione con Lab80Film

martedì 19 ottobre 2010

Franko B. I still love


Milano, 8 ottobre 2010 apre la mostra “Franko B. I still love”.

L’esposizione, curata da Francesca Alfano Miglietti, è promossa dall’Assessorato Cultura del Comune e prodotta dal PAC assieme a 24 Ore Cultura.


La mostra dell’artista milanese, che presenta circa 50 opere, resterà al PAC sino al prossimo 28 novembre.
“Impossibile per lo spettatore l’indifferenza – ha detto l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory -. Gesti che paiono estremi, riletti nella personale filosofia dell’artista, si caricano di tensioni emotive, ancestrali e ‘purificatorie’. Il Padiglione d’Arte Contemporanea, che già aveva ospitato l’artista nella mostra ‘Rosso vivo’ nel 1999, è la cornice perfetta per questa esposizione, che non teme di affrontare i temi più intimi e ‘tabù’ dell’uomo”. Presentando la mostra l’assessore Finazzer Flory ha annunciato la decisione di Franko B di donare al Comune di Milano un’opera esposta al Pac, intitolata Crosses (2009 - foto a lato): “Una mostra sull’amore che produce emozione e donazione”, ha commentato l’assessore.
Nel corso della conferenza stampa, il direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Brera, Gastone Mariani, ha consegnato a Franko B honoris causa il diploma di secondo livello in Comunicazione e Didattica dell'Arte, conferito, come illustrato nelle motivazioni lette dall’assessore Finazzer Flory, ”per la poeticità del senso del presente così assoluto in ogni sua opera. Franko B produce una nuova visione dell’arte mostrando una inedita visione del mondo, e il caos si trasforma in una rigorosa presenza performativa, contribuendo a distruggere facili immagini di un troppo ottimistico mondo dell’ordine estetico. La metafora è per Franko B il luogo della bellezza, e lascia tracce del proprio sangue sulla tela bianca usata nella performance… L’arte, come scelta e punto di osservazione, l’arte come direzione di sguardo, l’arte come capacità di rendere visibile l’invisibile. L’arte come progetto di nuovi mondi. A Franko B, l’Accademia di Belle Arti di Brera riconosce la particolare unicità, tipica di ogni autore, di rendere consapevoli”. 



Orari
Dal 10 ottobre al 28 novembre 2010:
lunedì 14.30 – 19.30, 
da martedì a domenica 9.30-19.30, 
giovedì 9.30-22.30
 
La biglietteria chiude un’ora prima
Tutte le domeniche alle ore 18.00, a partire dal 17 ottobre, visita guidata gratuita.

Biglietti: intero 6 euro, 
ridotto 4 euro, 

Per informazioni: tel. 02 884 46359/360

Immagini inquietanti / Disquieting images


Una raccolta internazionale di immagini inquietanti per i loro contenuti problematici come inquinamento, sesso, AIDS, mafia, sadomasochismo, guerra, droga, travestitismo, violenza sugli animali, sfruttamento della natura e dell’essere umano. Documenti e argomenti oscillanti tra vita e morte, tra erotismo e malattie terminali, che hanno sollevato proteste, discussioni e censure, sin dall’inizio del Novecento. Un percorso per immagini che trattano dalla diversità sociale alla psicologica, dalla condizione fisica alla sessuale a cui affiancare incontri e convegni non solo sulla fotografia, ma su altre arti.
Artisti in mostra: Julio Cesar Aguilar Fuentes, Diane Arbus, Letizia Battaglia, Nina Berman, Elena Dorfman, Donna Ferrato, Nan Goldin, Philip Jones Griffiths, Pieter Hugo, Alfredo Jaar, Yoshiyuki Kohei, Sally Mann, Robert Mapplethorpe, Mary Ellen Mark, Richard Misrach, James Nachtwey , Michael Nichols, Paolo Pellegrin, Gilles Peress, Eugene Richards, Lise Sarfati, Stephanie Sinclair, Brian Weil, Zalmai


19 Ottobre 10 - 09 Gennaio 11  
Orario: 10.30 - 20.30, chiuso il lunedì - Giovedì e venerdì 10.30 - 23.00  
Luogo: Triennale di Milano